mercoledì 18 febbraio 2009

Sovrapposizioni

Non ho capito per quale motivo noi si debba avere sempre gli appelli che si accavallano.

L'esame x il giorno 20, primo appello
L'esame y il giorno 22, primo appello
L'esame z il 25, primo appello.

Giustamente quel che si può pensare è:
Sarà mica solo questa la data, eddai...

Già, in effetti c'è (di solito) anche una seconda data utile.A 10 giorni dalla prima.
Grande utilità.
Uno così impara a far lievitare il tempo, quello notturno in particolare.

A giurisprudenza spesso non abbiamo cose trascendentali da capire.In compenso è la mole di studio a rendere incompatibile la preparazione di tre esami (ad esempio) con il tempo materiale che si ha per farlo.
Sì perchè magari il primo appello dell'esame x, se orale, slitta di un paio di giorni, compromettendo la possibilità di sostenere l'esame y.
Poi, nell'incertezza più assoluta e ammesso uno ci riesca, si può tentare l'esame z.

Supponiamo che la persona media abbia dato alla prima data utile l'esame x e voglia sostenere, usando la seconda data utile, l'esame z.
Manca l'esame y.

Come si può fare, accidenti?

Si prova ad infilare questo terzo incomodo tra due colleghi, nel giro di 10-15 giorni.

I risultati?
Beh, sono abbastanza prevedibili.

Penoso poi notare come gli appelli per gli esami "arretrati" cadano, fatalità, in esatta corrispondenza con i "nuovi" esami,quelli che si dovrebbero sostenere secondo il piano di studi e l'anno di frequenza, per intenderci.
Alle volte si rasenta la precisione svizzera, con gli appelli esattamente sovrapposti per giorno ed ora.

Tutte cose che, se non ci fossero, bisognerebbe inventare.

Vivo con il perenne sospetto che lo facciano di proposito, che sia una cosa studiata.
Meno esami dati = aumenta la permanenza all'università = più tasse.
Io sono anche una persona gretta, non siesco a convincermi del fatto che si parli di cultura e non di salame al banco macelleria.

Non mi piace neppure come le cose vengono gestite altrove, con la possibilità di dare lo stesso esame infinite volte.Mi pare una presa in giro.
Il superamento dell'esame diventa un calcolo brobabilistico, basato sulla quantità.

Non sarebbe mica possibile avere una sana via di mezzo, magari uniforme e senza "aggiustamenti sottobanco" in tutta la nostra benedetta penisola?
No perchè, diciamolo, le cose impostate così sono solo una fragorosa presa per il culo.

1 commento: